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Abruzzo: insieme al freddo arrivano le proteste degli sfollati. PDF Stampa E-mail

Terremoto dell'AquilaL’arrivo improvviso del maltempo, con temperature molto pungenti, addirittura sotto lo zero, ha fatto scattare l’allarme per la condizione degli sfollati del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile scorso: ben 6.430 persone ospitate ancora nei campi di accoglienza costituiti per lo più da ...

... tende predisposte e montate dal Servizio Civile, e non di certo adatte alle temperature bassissime registrate questi giorni.

Il paradosso non di certo comico, è che queste persone , oltre ovviamente al disagio che tale cataclisma ha provocato, hanno sofferto sia il caldo estivo (con le tende che facevano da vere e proprie saune toccando persino i 50°C all'interno), ed ora - ahi-loro - anche il freddo inconsueto per il mese di Ottobre.

<<Non esistono più le mezze stagioni>> commentano alcuni nel resto d'Italia che non vivono quella situazione drammatica, ma per questi sfortunati c'è poca volontà - a ragione - di affidarsi a questi inutili commenti di sorta.

I disagi si ripercuotono anche sull'istruzione;  la mattina i giovani abruzzesi, invece che aver la fortuna di una grande struttura riscaldata, si ritrovano in una enorme tenda provvisoria, luogo adibito per loro come scuola. Tutto ciò ha spinto un gruppo di genitori, della scuola elementare di Pianola, a protestare duramente per il fatto che i figli sono costretti a fare lezione “sotto le tende con due cappotti addosso”.

La protezione civile rimette in campo la campagna di sensibilizzazione rivolgendo un appello ad accettare una sistemazione provvisoria in albergo alle persone a cui è stata già assegnato un alloggio.

Ma i terremotati non ha intenzione di lasciare il loro paese, sono ancora speranzosi nel ricevere gli alloggi promessi dal Governo.
Intanto ricominciano le polemiche sugli alloggi che dovevano già essere a disposizione: c'è chi dice che la maggior parte degli sfollati ha la casa pronta, altri affermano che non hanno ancora visto nessuno intervento per migliorare la loro condizione.

Ma ovviamente questi sono pensieri di parte fatti dalla popolazione stessa o dalle varie parti politiche, quello che noi ci auguriamo è che - pur se venga in realtà manipolata per fini politici e propagandistici - tale situazione venga risolta dal Governo.

Sicuramente la paura più grande è di rimanere soli, e di rivivere la stessa situazione che hanno dovuto subire i terremotati di Umbria e Marche nel 1997, costretti a vivere nelle tendopoli per troppo tempo. Senza dimenticare che di terribili avvenimenti naturali sul suolo italiano, purtroppo,  se ne sono verificati tanti, e ciò che si deve fare è prevenire, non solo curare.

written by noe15 ... modificated by Admin GAT (Giulio Alberto Tolu)


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