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CALCIOPOLI: AURICCHIO SOTTO TORCHIO VACILLA E LASCIA TROPPI DUBBI - PARTE 1 PDF Stampa E-mail

Luciano Moggi

Martedì nell'aula 216 del tribunale di Napoli si è svolta l'interrogazione da parte dell'avvocato difensore di Luciano Moggi, Maurilio Prioreschi, verso il teste principale del processo riguardante l'indagine su Calciopoli, il colonnello Attilio Auricchio.

 

La difesa ha deciso di puntare su cinque punti fondamentali dell'indagine che Auricchio avrebbe dovuto svolgere, punti che hanno lasciato dubbi e incertezze riguardo le modalità e le risultanze.


LE TELEFONATE DELL'INTER

Il primo punto riguarda le intercettazioni riguardanti l'ex designatore Paolo Bergamo, i cui telefoni erano sotto controllo, riguardanti l'Inter, due in particolare in cui in una si parla di una cena organizzata da Moratti con Facchetti riguardante le designazioni future mentre nell'altra si parla di dialoghi dello stesso Bergamo con il presidente nerazzurro.

 

Entrambe le telefonate sono con la segretaria Anna Maria Fazi, altra indagata del processo, ma non si hanno i verbali delle chiamate trascritte.

Il colonnello dei carabinieri non sa dare spiegazioni, dicendo che forse in questi casi era stato utilizzato un altro numero.

Pure il pm Narducci ammette la mancanza.


FAVORI PRO JUVE E REGGINA

Il secondo punto parte dalle presunte ammonizioni mirate pro Juventus, in particolare quelle poi non verificate realmente se sono avvenute o meno.

La giustificazione di Auricchio è quella di acquisire solo elementi relativi all'indagine, la effettiva ammonizione o meno era inutile dal suo punto di vista replicando di nuovo che per valutare le squalifiche utilizzava i tabellini di quotidiani come "La Gazzetta dello Sport", il "Corriere dello Sport" e la "Repubblica" non ricordando o non chiarendo alcune situazioni se reali o meno.

All'esame della media punti della Juventus quando arbitrata da direttori non indagati (2,63) confrontata con le gare con i sospettati (1,89) e alla verifica di cartellini gialli mirati e rossi (Juventus all'ultimo posto) il colonnello non ha risposto.

Sul caso sorteggi e Paparesta, già ampiamente descritto nelle passate udienze, sono state verificate le diffusioni immediate delle designazioni e la falsità dell'affermazione di Auricchio, ovvero che Paparesta dopo Reggina-Juventus fu sospeso mentre i fatti riportano che l'arbitro barese arbitrò sette giorni dopo in Serie B, mentre sulle sconfitte della Juventus con De Santis Auricchio afferma che l'arbitro, una volta venuto a conoscenza dell'indagine, mutò il suo atteggiamento anche perchè aveva altre situazioni processuali da risolvere, chiarendo così che la reale indagine sull'arbitro romano alla fine portò su un altra situazione differente da Calciopoli.

Chiude la seconda fase il caso doping Mozart, ex giocatore della Reggina, trovato positivo per una pomata contro la dermatite che fu prosciolto al tempo dei fatti e accusato da Auricchio come favore non giustificato e senza precedenti.

Punto smentito pure questo visto che viene riportato un caso analogo del giocatore del Cesena Rossetti, omesso da parte del teste.


LEGA-PALAZZO

Altro punto decisamente poco chiaro è quello dei rapporti tra Moggi con Galliani e Carraro.

Entrambi per Auricchio non sono sotto inchiesta, per Moggi era importante mantenere lo status quo anche se diverse intercettazioni cadono in contraddizione con le dichiarazioni del colonnello, come il discorso su un probabile commissariamento della Lega, non chiarendo quale fosse la volontà di Moggi se mantenere Galliani al comando o meno.

Nemmeno l'incontro tra i vertici juventini e tra Mazzini del 21 maggio a Livorno viene chiarito, dato che non c'erano elezioni in vista e che la società bianconera aveva già vinto il titolo.

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Written by author_TheSpurs

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