| MONDIALI 2010: UN MIX D'ESPERIENZA E GIOVINEZZA PER I TRICOLORES |
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Raggiunta con qualche fatica di troppo la qualificazione, il Messico si appresta la prossima estate a vivere il quinto mondiale consecutivo.
La nazionale centroamericana di fatti non salta un'edizione della rassegna iridata dal 1994, quando si giocò negli Stati Uniti e mai in queste edizioni i "Tricolores" sono stati eliminati alla prima fase, approdando sempre agli ottavi però non superandoli mai. Sorteggiati nel girone con Sudafrica, Ururguay e Francia l'impresa per gli uomini di Aguirre non sarà delle più semplici, ma l'esperienza di alcuni suoi uomini e dello stesso tecnico potrebbero giocare una carta importante nel superare di nuovo la prima fase, obiettivo dichiarato della Federazione Messicana. Difficile invece riproporre un approdo ai quarti, come avvenne nei due mondiali di casa del 1970 e del 1986, ma l'estro di alcuni giocatori in maglia verde può far sognare i tanti tifosi centroamericani che affolleranno gli spalti sudafricani a giugno. LA SQUADRA Come detto prima Javier Aguirre ha puntato su un concentrato di esperienza e gioventù per ricostruire una nazionale che sembrava, ad un certo punto delle qualificazioni del girone di qualificazione, fuori dai giochi. Il punto fermo della retroguardia è come al solito Rafa Marquez, affiancato da altri elementi di provata esperienza come i terzini Osorio e Salcido, già ottimi protagonisti degli ultimi mondiali giocati in Germania. Ballottaggio in porta dove il favorito è Guillermo Ochoa, insidiato però anche in questo caso da un giocatore esperto come Oswaldo Sanchez, estremo difensore dotato non di grande altezza ma estremamente reattivo e abile nelle prese basse. Gran qualità a centrocampo, dove accanto all'esperto ma non certo anziano Gerardo Torrado (classe '79) giostrano i talenti saliti in cattedra ai mondiali under 20 del 2007, ovvero Giovani Dos Santos e Carlos Vela, funambolici esterni in grado anche di fare i trequartisti e le seconde punte. Sempre in mediana importante l'apporto di Andres Guardado, centrocampista del Deportivo La Coruna, mentre in attacco tandem di oriundi formato da Guillermo Franco (argentino di nascita) e Nery Castillo (origini uruguaiane), entrambi insidiati dall'intramontabile Cuauhtemoc Blanco, trentasettenne e pronto a rifarsi dopo la clamorosa esclusione subita negli ultimi mondiali. QUALIFICAZIONI Nessuna difficoltà nel primo turno per la squadra allora allenata da Sven Goran Eriksson, capace di liquidare per 2-0 e 7-0 i piccoli avversari di Belize. Grande sofferenza invece nel gruppo del secondo turno di qualificazione quando solo la miglior differenza reti ha permesso ai Tricolores la qualificazione all'ultimo turno ai danni della Giamaica. Esonerato Eriksson e richiamato Aguirre il Messico ha poi concluso il girone da sei con USA, Honduras, Costa Rica, El Salvador e Trinidad & Tobago al secondo posto agevolmente, sufficiente per approdare in Sudafrica per il quinto mondiale consecutivo. STORIA La prossima edizione dei mondiali vedrà per la quattordicesima volta ai nastri di partenza la nazionale messicana, autentica abitueè della rassegna iridata avendo saltato appena cinque mondiali e solo quattro per non essersi qualificata. Non di certo memorabili le prime sei apparizioni, infatti sia nel 1930, nel 1950, 1954, 1958, 1962 e 1966 i verdi vengono sempre eliminati al primo turno e ottenendo la miseria di una sola vittoria (3-1 sulla Cecoslovacchia nel 1962).
Asoolutamente da dimenticare il mondiale argentino del 78 con ben 12 reti subite in tre gare da Germania Ovest, Polonia e Tunisia, mentre nel 1986 i centroamericani vivono il loro miglior mondiale sinora disputato. Di nuovo in casa, e nove mesi dopo un terribile terremoto che distrusse Città del Messico, la nazionale guidata da Bora Milutinovic vince il primo girone davanti a Paraguay e Belgio (eliminato l'Iraq), superano negli ottavi di finale la Bulgaria per 2-0 e si fermano solo nei quarti ai rigori per mano della Germania Ovest poi finalista. Messico che torna ai mondiali nel 94, dove passa in un girone rocambolesco da prima con Irlanda ed Italia, e si ferma agli ottavi ai rigori per mano dei bulgari che vendicano la gara di otto anni prima. Anche nel 1998 il cammino si ferma negli ottavi, dopo aver eliminato nel girone Belgio e Corea del Sud arriva la beffa negli ottavi quando al vantaggio di Luis Hernandez la Germania nel finale ribalta sul 2-1 e passa. Ben più deludente l'eliminazione del 2002: dopo aver vinto il girone davanti a Italia, Croazia ed Ecuador negli ottavi arrivano i non proibitivi USA che però annichiliscono i centroamericani con un secco 0-2. Amaro in bocca anche nel 2006, infatti dopo una qualificazione non esaltante davanti ad Angola ed Iran, negli ottavi i Tricolores vanno avanti con Marquez sull'Argentina, ma poi prima Crespo e poi Maxi Rodriguez ai supplementari gelano i sogni di gloria. ALLENATORE Da tutti è soprannominato "El Basco" per via delle sue origini, Javier Aguirre è tornato lo scorso anno al capezzale della sua amata nazionale per condurla verso un nuovo mondiale. Passato da giocatore di buon livello, Aguirre disputò in maglia verde i mondiali del 1986 e chiuse la propria carriera in Spagna nell'Osasuna, esperienze che nella sua seconda carriera si ripeteranno.
Le sue buone trame di gioco vengono notate in Spagna, ed è proprio l'Osasuna ad affidargli la panchina nel 2002 dove costruisce un miracolo portando i navarri nel 2006 ai preliminari di Champions League. La scalata prosegue, e nello stesso anno viene ingaggiato dall'Atletico Madrid con cui si qualifica nel 2008 nella massima competizione europea. Il feeling con la dirigenza è però basso, e a stagione in corso 2008-09 viene esonerato. Appena esonerato arriva la chiamata della federazione messicana con la quale replica l'esperienza di otto anni prima riportando i Tricolores ai mondiali. LA STELLA
Leader in campo e sex-symbol fuori, Rafael Marquez è indubbiamente il giocatore di maggior esperienza internazionale e anche maggiormente amato dalle donne messicane e non per il suo fascino e bellezza tutta latina. La storia del tecnico difensore messicano parte giovanissimo nel 1996 nell'Atlas quando debutta appena diciassettene e dimostrando la sua grande duttilità giostrando sia da centrale difensivo che da mediano davanti alla retroguardia. Nel 1999, appena ventenne, arriva in Europa nel Monaco dove rimane fino al 2003 scatenando una vera asta internazionale sulle prestazioni di Rafa, messosi in mostra con un grande mondiale nel 2002. Passa così nel 2003 al Barcellona, alternandosi spesso tra campo e panchina ma risultando sempre elemento prezioso prima per Rijkaard e poi per Guardiola vincendo due Champions League, tre campionati spagnoli, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club. Ottima prestazione anche nel 2006 in Germania con la realizzazione di un gol negli ottavi di finale contro l'Argentina. CALENDARIO 11/6 Johannesburg Sudafrica-Messico 17/6 Polokwane Francia-Messico 22/6 Rustenburg Messico-Uruguay Written by author_TheSpurs modificated by Manager_Igor Scarabel La redazione di InformazionePura.it, pur facendo un grande controllo dei contenuti che pubblica, non si assume nessuna responsabilità in merito agli stessi. Infatti, è l'autore dello stesso articolo che si prende la piena responsabilità legale ed amministrativa dei contenuti pubblicati in esso (testo, foto, e vari). messico, sudafrica 2010, mondiali, rafa marquez, oswaldo sanchez, calendario |
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