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ACQUA: DA BENE INALIENABILE A BUSINESS PRIVATO PDF Stampa E-mail

World water day

 

In base ai dati elaborati dall’Osservatorio della Federconsumatori sui servizi della rete idrica, emerge un dato certo. 

 

Non saranno certo le famiglie italiane a guadagnare dalla  privatizzazione dell’acqua approvata dal decreto Ronchi. 

Il Codacons in occasione della giornata mondiale dell'acqua svoltasi  il 22 marzo 2010 denuncia: ”quanto peserà sulle tasche delle famiglie italiane la privatizzazione dell'acqua decisa nei mesi scorsi dal Parlamento: una stangata con un aumento medio delle tariffe dell'acqua pari al 30% in 3 anni”. 

''Se nel 2009 una famiglia media italiana spendeva circa 248 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d'acqua potabile, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 350 euro all'anno, con un incremento di 80 euro, pari cioè al 30 %''.

Sotto attacco è precisamente il contenuto del recentemente approvato decreto Ronchi, che disciplina i servizi pubblici locali di rilevanza economica tra i quali rientra la gestione delle risorse idriche.

Il decreto in questione infatti introduce la possibilità di cedere ad operatori privati la gestione degli acquedotti, delle fognature e della depurazione delle acque tramite l’affidamento del servizio a mezzo di gare d’appalto.  

waterAdusbef e Federconsumatori sottolineano come il Decreto Ronchi con l’affidamento ai privati del servizio idrico, comporterà sia un aumento dei costi che queste società reclameranno per la gestione, sia ulteriori rincari per garantirsi oggettivi profitti. 

Gli utenti, in sostanza, finiranno per pagare non solo il costo, ma anche il profitto del privato che deve necessariamente conseguire un utile dalla fornitura idrica. 

Adusbef e Federconsumatori, allora,  in linea con quanto preannunciato in concomitanza dell’approvazione del Decreto Ronchi, rilanciano con forza l’esigenza di una campagna tesa alla raccolta di firme per cercare di arginare il più possibile quello che a breve rappresenterà un problema reale. 

Innumerevoli le associazioni ambientaliste, ma soprattutto enti locali, quali Comuni, Province e Regioni, attraverso il coordinamento del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua , si sono mobilitati per modificare lo stato attuale delle cse. 

Citiamo di seguito solo alcune tra le più rappresentative iniziative intraprese a livello nazionale e locale:

progetto di legge ad iniziativa popolare, petizioni popolari a livello locale per la ripubblicizzazione dei servizi idrici;

ricorsi alla Corte Costituzionale (la sentenza della Corte Costituzionale 272/2004 definisce infatti i servizi locali “privi di rilevanza economica”);

modifiche agli Statuti degli enti locali, attraverso delibere o integrazioni che definiscano il servizio idrico "privo di rilevanza economica";

manifestazioni e costante sensibilizzazione dell'opinione pubblica attraverso informative sul web nonché raccolta di firme a livello locale. 

Quale sarà dunque nel prossimo futuro la sorte del più importante bene comune, del  diritto più imprescindibile e della fonte di vita più universale e preziosa?

Written by Manager_Igor Scarabel

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