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| ABORTO TERAPEUTICO, MA IL FETO SOPRAVVIVE |
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 ROSSANO CALABRO - E' destinata a scatenare un vero e proprio putiferio mediatico la vicenda dell'aborto terapeutico praticato all'Ospedale di Rossano Calabro nei confronti di una primipara che aveva scelto l'interruzione della gravidanza dopo aver scoperto che il feto era affetto da una grave malformazione.
L'intervento, consentito dalla legge, ha avuto però un esito assolutamente inaspettato.
Il feto partorito sabato scorso dalla donna, alla 22ma settimana di gestazione, è nato vivo ma a quanto pare, nessuno dell'equipe medica se ne sarebbe accorto, tanto che il corpicino del piccolo prematuro è rimasto in un locale attiguo alla sala parto per diverse ore. E' stato il cappellano dell'Ospedale, don Antonio Martello, a rendersi conto, mentre benediva la prematura creatura, che il suo cuore ancora batteva. Dopo aver dato l'allarme i sanitari si sono precipitati per assistere con cure adeguate il feto, subito trasferito nel reparto di neonatologia dell'Annunziata di Cosenza. Una corsa inutile poiché il piccolo ha cessato di vivere questa mattina. Adesso la procura ha aperto una inchiesta per accertare eventuali negligenze e responsabilità . La Legge 194 infatti consente l'aborto terapeutico ma obbliga a prestare tutta l'assistenza necessaria ai prematuri se questi sono ancora vivi quando vengono espulsi dalla partoriente. La reazione della comunità cristiana non si è fatta attendere. Durissimo un comunicato diffuso poco fa dalla Curia Arcivescovile di Rossano guidata da Mons. Santo Marcianò.
E' da registrare, in maniera sempre più grave, il diffondersi di una cultura della morte totalmente non rispettosa dell'essere umano tradotta in una prassi che, come in questo caso, assume connotazioni barbariche, sovvertendo i fondamentali principi di cura e soccorso della vita umana, naturalmente presenti nell'uomo e, in misura maggiore, proprie della professione medica. Il caso deve portare la comunità civile a riflettere sulla drammaticità rappresentata dall'aborto in quanto soppressione di un essere umano e, nello specifico, sulla illiceità del definirlo 'terapeutico'. In quanto tale, infatti, questo non rappresenta una cura ma, semmai, rafforza quella mentalità eugenetica dilagante che, non solo aumenta il ricorso all'aborto stesso, ma pone seri interrogativi sul presunto beneficio che esso abbia sulla salute della donna e sul significato naturale della maternità , nonchè ci invita a considerare con quanta facilità sia trattata in modo 'non umano' una persona gravemente malformata o anche semplicemente non voluta. Ci auguriamo che questa vicenda apra un serio e fecondo dibattito e che porti tutti a collaborare affinchè il valore della vita e di ogni persona umana sia riconosciuto come il fondamento di una societa' civile e giusta>. written by phantom
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