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Nell’edizione di domenica sera del TG4 Emilio Fede ha utilizzato parole non certo tenere nei confronti di Roberto Saviano, manifestando una certa insofferenza nei confronti del clamore mediatico che spesso accompagna il giornalista campano.
Lo spunto per introdurre il discorso è stato offerto da un servizio relativo al film “Draquila” della Guzzanti, presentato al festival di Cannes e colpevole di offrire un immagine negativa e secondo Fede non veritiera dell’Italia all’estero.
Da qui il parallelo tra “Draquila” e “Gomorra”, che ha spostato l’oggetto del discorso sul film di Garrone e di conseguenza sull’autore del romanzo da cui il film è stato tratto, ovvero Roberto Saviano.
Secondo Fede infatti questi film non fanno altro che fare una cattiva pubblicità al nostro Paese all’estero, esaltandone e sottolineandone solo gli aspetti peggiori.
Poi il direttore del TG4 si è soffermato sulla figura dell’autore di “Gomorra”, affermando che non si tratta di un’eroe bensì solo di uno dei tanti giornalisti che hanno combattuto e denunciato la camorra, con la differenza che gli altri, anche quelli che per questa ragione hanno perso la vita, non hanno avuto tutta la pubblicità di Saviano , mentre di lui si parla continuamente nonostante sia giustamente superprotetto.
A questo punto ci chiediamo: per quanto si possa avere un’opinione diversa circa l’impatto di Saviano sulle cosienze dei lettori del suo romanzo, perché essere infastiditi dalla sua popolarità?
Non sarà stato il primo e neanche l’ultimo, ma sicuramente quello che ha fatto più “rumore” e che quindi ha stimolato maggiormente il pubblico a interessarsi e riportare al centro dell’attenzione il tema della criminalità organizzata.
Ci stupisce quindi come anche su temi come questi si possa non essere tutti d’accordo e non gioire per il successo di un autore così giovane ma già così coraggioso.
Written By Eugenio Iannotta
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