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DALLA SVEZIA LO SHOPPING DI "MODA" E' ECOSOSTENIBILE . PDF Stampa E-mail

LA MODA ECOSOSTENIBILESe il protocollo di Kyoto prevede la diminuzione delle emissioni responsabili del surriscaldamento globale, entro il 2012, bisogna correre ai ripari ed in fretta.

Il dito è puntato sullo smaltimento dei rifiuti.

Un primo passo, piccolo quanto importante, è una direttiva europea che abolirà dal 1 gennaio 2011 la distribuzione delle buste di plastica (che impiega oltre 400 anni per decomporsi).

Per quel che riguarda lo shopping di beni di prima necessità, come quelli alimentari, già da alcuni mesi nella grande distribuzione si trovano buste in materiale biodegradabile o vere shopping-bags da riutilizzare negli acquisti successivi.

Passando al "superfluo", qual'è la posizione di un'industria forte come la moda, spesso associata a futilità e consumismo, rispetto ad una necessaria svolta eco-compatibile?

Dalla Svezia, arriva una idea di shopping-moda ecologica che nulla toglie allo stile.

Il marchio low cost H&M ormai diffuso in tutta Europa, Italia inclusa, propone per la nuova collezione Primavera/Estate 2010 tessuti ecosostenibili.

Lo stile giovane del brand ben si presta alle sperimentazioni con materiali riciclati come bottiglie di PET che si trasformano in chiffons o capi prodotti con scarti tessili o cotone organico (coltivato senza uso di sostanza chimiche tossiche).

L'impegno per l'ecosostenibilità del marchio è un progetto serio e destinato a durare nel tempo secondo un codice di condotta interno che influenza anche i fornitori.

Gli stilisti dettano tendenze, life-styles. Hanno quindi un notevole impatto economico ed un grande potenziale mediatico per sensibilizzare un vasto numero acquirenti al rispetto dell'ambiente.

Nell'eco-trend-moda l'Inghilterra non è da meno.

Il prossimo 11 marzo Londra ospiterà l'Ethical Fashion Show, dove i nuovi eco-designer proporranno le proprie collezioni improntate su natura ed ambiente.

Il progetto non ha fini di lucro in quanto gli introiti finanzieranno il progetto stesso. Un'economia apparentemente fine a se stessa che può contare, per il momento solo sulle proprie forze.

Il marchio Adidas, produttore di articoli ed abbigliamento per lo sport, si è allontanato dalla plastica per la collezione 2010 per riutilizzare gomma dai pneumatici usati ed introdurre materiali innovativi quali bambù, canapa e sughero, totalmente riciclabili.

Come si pone a riguardo l'Italia, patria indiscussa della moda?

Il problema è sentito e si muovono i primi passi.

Ad esempio lo scorso maggio il Museo del Tessuto di Prato ospitò un'esposizione tematica mirata alla promozioni di tessuti e materie prime eco-compatibile.

Ferragamo, come il gruppo Ermenegildo Zegna, da anni attento al rispetto dell'ambiente, propone nuovi packagings realizzati con cartone proveniente da foreste gestite sostenibilmente e non trattato con coloranti o sbiancanti chimici, abolendo le buste in plastica già dal mese di febbraio 2010.

Dal 2009 il marchio italiano di calzature Manas, si è avvalso del prezioso aiuto di Oliviero Toscani e si è spinto oltre il packaging.

Cartone riciclato e fibre di cellulosa vergine creano gli stessi spazi epositivi in uno stile che nulla toglie, ma al contrario dona un tocco fashion innovativo.

Idee ecocompatibili arrivano anche dai negozi B'io che propongono shopping bags in cotone biodinamico, riutilizzabili ad oltranza.

Scelte innovative come la biocompatibilità hanno costi che talvolta scoraggiano i marchi minori e stentano a decollare.

Il riscontro economico è tutt'altro che immediato, ma acquisterà consistenza esponenziale negli anni a venire.

Written by Elena Zannoni ... modificated by manager_noe

 

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Martedì 16 Ottobre 2018 10:21
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