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CENTRALI NUCLEARI: IL PROGRAMMA DEL GOVERNO PDF Stampa E-mail

 

Questa mattina, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, a Parigi, ha dichiarato che «il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo sta creando le condizioni necessarie affinché le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale entro il 2013.»

 

La "prima centrale" suddetta farà parte di un primo lotto di 4 impianti nucleari realizzati da un consorzio formato dall'italiana Enel con la francese Edf.

Il piano del Governo, infatti, sarebbe quello di arrivare ad un "riequilibrio" nella produzione di energia elettrica italiana, che attualmente è assai sbilanciata in favole delle fonti fossili (gas, petrolio...), troppo dipendenti dal fluttuare dei cambi monetari (il gas e il petrolio vengono infatti pagati in dollari) e delle rispettive quotazioni, ancorché assai inquinanti.

La generazione elettrica immaginata per il futuro deriverà per 25% dal nucleare, per il 25% dalle fonti rinnovabili e per il restante 50% dai combustibili fossili. Per raggiungere queste proporzioni saranno necessarie almeno una decina di centrali nucleari nel nostro Paese, ognuna con la potenza stimata di 1.300/1.600 Megawatt.

Il problema, come ben sappiamo, non sta nella risolutezza del Governo che, su questo argomento, ha dimostrato un coraggio inimmaginabile. Le questioni da risolvere saranno relative ai siti che accoglieranno gli impianti, nonché al sito di stoccaggio che dovrà ricevere le scorie radioattive.

Intanto, la legge che reintroduce la tecnologia dell'atomo in Italia è stata deferita alla Corte Costituzionale da parte di alcune Regioni, i cui amministratori, evidentemente, sono impauriti dalla prospettiva di non avere voce in capitolo su una materia tanto scottante quanto delicata: questo dimostra quanto ci sarà da combattere per conquistarsi -letteralmente!- palmo a palmo i territori su cui costruire gli impianti e, prima ancora di questi, la fiducia dei cittadini che vi risiedono!

Qui, infatti, entra in gioco la questione della sicurezza, in un argomento che è strettamente connesso alle impressioni personali: l'incidente di Chernobyl, negli anni '80 è stato altamente drammatizzato dalla nostra società ed il prodotto di quel pregiudizio ha portato ad una logica iconoclasta, ossia, al referendum attraverso il quale l'Italia si è privata di una tecnologia in cui era all'avanguardia fin dagli anni '60!

Ad ogni modo la tabella di marcia prevede che entro l'autunno di quest'anno sia scelto il primo dei siti su cui costruire la centrale ed esaurite tutte le procedure burocratiche per ottenere le varie autorizzazioni, si stima che la costruzione vera e propria non inizierà prima del 2015. Il costo dovrebbe aggirarsi sui 4,5 miliardi di Euro per ogni struttura.

Ma la rivoluzione in corso potrà dispiegarsi solo se tutti gli attori interessati saranno coinvolti nel consenso: i cittadini per quanto riguarda la sicurezza dei siti; l'opinione pubblica riguardo alla sostenibilità ambientale; ed i consumatori italiani riguardo ai benefici economici del nucleare.

«Immane impresa!», direbbe De Gaulle!

Qui sotto ci farebbe molto piacere conoscer cosa ne pensate voi, e contemporaneamente, noi ci spingiamo solo ad informarvi, e non a esprimer opinioni di troppo su tali delicate questioni!

Written by Simone Muti... modificated by Admin GAT

 

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Lunedì 16 Luglio 2018 17:57
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