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GLI USA VERSO LA BANCAROTTA. IL CAPO DELLA FEDERAL RISERVE BERNANKE NE DENUNCIA IL RISCHIO PDF Stampa E-mail

Il capo della Federal Riserve Bernanke a bordo del Titanic

 

Il capo della Federal Reserve americana, Ben Bernanke, ha ammonito sulla possibilità di una bancarotta  degli USA entro l'anno in corso.

 

La dichiarazione di Bernanke è avvenuta dinanzi al Congresso americano riunito, per renderlo edotto della drammatica gravità della situazione.

Le cifre sono impietose: entro 12 mesi giungeranno a scadenza oltre 2000 miliardi di dollari di debito degli USA.

Inoltre, il deficit finanziario pregresso richiede il pagamento da parte del governo federale di altri 1560 miliardi di dollari entro un breve termine.

La cifra complessiva che il ministero del Tesoro americano dovrà versare ai suoi creditori prima di dicembre ammonta ad un quarto dell'intero PIL americano  previsto per il 2010.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di liquidità finanziaria da parte dei singoli stati dell'Unione, delle aziende e dei cittadini americani.

Si calcola che il cosiddetto debito  totale aggregato degli USA, comprensivo di amministrazione federale e locale, banche, imprese, cittadini, sia ormai pari a cinque volte il PIL annuale americano.

Sorge quindi il problema di come Washington possa trovare una somma abnorme come quella richiesta.

Gli stessi paesi creditori degli USA, come la Cina ed il Giappone, hanno drasticamente ridotto negli ultimi anni i loro acquisti di buoni del Tesoro americano, poiché ritenuti sempre più un investimento rischioso.

Altri  detentori del debito americano, come il Regno Unito,  sono essi stessi in difficoltà economiche ed impossibilitati a prestare ulteriori somme.

Rimangono i paesi grandi esportatori di petrolio, specialmente l'Arabia Saudita,  che detengono notevolissime quantità di dollari e sono interessati a non vederne crollare a picco il valore: una bancarotta americana sarebbe seguita da una vertiginosa svalutazione del "biglietto verde".

Anche in tale difficile situazione, Ben Bernanke ed il ministro del Tesoro di Obama, Tim Geithner, si sono però opposti ad una riduzione del potere di regolamentazione finanziaria della Federale Reserve.

La cosiddetta "FED" guidata da Bernanke è ritenuta da molti politici e giornalisti economici fra le responsabili della crisi finanziaria in atto, per cui si era proposto d'affidarne molte dei suoi poteri ad un nuovo organismo.

L'impossibilità per gli USA d'onorare i propri debiti comporterebbe una dichiarazione d'insolvibilità, quindi di fatto una bancarotta, come era avvenuto alcuni anni fa per l'Argentina.

Il fallimento finanziario degli States finirebbe inevitabilmente con il coinvolgere l'intero sistema economico mondiale, trascinandolo in una crisi peggiore di quella del 1929.

 

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Venerdì 14 Dicembre 2018 06:58
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