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ISTAT: CALA POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE ITALIANE, -1.6% PDF Stampa E-mail

IL FATTOISTAT ha reso noto che il potere di acquisto delle famiglie italiane ha subito una flessione dell'1,6%. I dati si riferiscono al periodo che va dall'ottobre del 2008 al settembre del 2009...

... anno che ha visto la crisi colpire in modo cospicuo l'intera economia mondiale, non solo quella italiana.

ISTAT precisa che i valori si riferiscono al reddito reale, mentre quello nominale è diminuito dell'1%. Le conseguenze di questo dato e della situazione di crisi sono state una contrazione dei consumi delle famiglie e degli investimenti. La contrazione di queste due componenti è stata maggiore rispetto a quanto poteva consentire il reddito. Gli italiani hanno ripreso, invece, a risparmiare: la propensione al risparmio è salita di oltre il 15%.

IL SIGNIFICATO DI TALE DATO – Il fatto che il potere di acquisto diminuisca si spiega in parole molto semplici: con la stessa quantità di entrate, le famiglie italiane possono comprare una quantità minore di bene: stessi soldi, meno beni acquistabili.

In economia, stando alle sue leggi, una riduzione del potere di acquisto non comporta in automatico un aumento del risparmio: anzi, le famiglie, per potersi permettere di mantenere inalterato il loro potere di acquisto sono costrette a prelevare i soldi dai fondi di risparmio. Qui, invece, il fattore che regola il tutto è psicologico: le famiglie italiane preferiscono far crollare i consumi e provvedere ad aumentare il risparmio per prepararsi nel migliore dei modi ad un eventuale periodo ulteriore di crisi. Alla faccia della fiducia!

LE ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEI CONSUMATORI – Allarmismo tra le associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef hanno stimato che il calo del potere d'acquisto si attesta tra l'1,8% e l'1,9%, pari a 565 euro all'anno, ritoccando verso l'alto i dati di ISTAT. In una nota congiunta delle due associazioni si legge che siamo di fronte ad un crollo drammatico dovuto agli effetti pesanti della crisi che continua ad investire l'economia del paese.

Il CODACONS invece pone l'attenzione sui pensionati con la pensione minima e le famiglie più povere dicendo che per loro l'inflazione cresce due/tre volte tanto rispetto agli altri cittadini. Per loro, secondo le stime dell'Associazione, il potere di acquisto ha avuto una flessione intorno al 3%.

 

Written by Andrea Turi...superviewed by Valerio Rossi

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Domenica 15 Luglio 2018 21:04
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