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ABROGAZIONE DIRITTO SOGGETTIVO, GIORNALI NO PROFIT E DI PARTITO PDF Stampa E-mail

FNSISi discutte domani al senato, in commissione affari costituzionali, la problematica sul pluralismo dell'informazione italiana.

Si  deciderà se accogliere gli emendamenti al "decreto milleproroghe" a firma congiunta di Vita, Butti, Lusi, Morri e Mura, che chiedono di rinviare di due anni l'entrata in vigore del comma 62 dell'articolo 2 della finanziaria, che stabilisce  l' abrogazione del diritto soggettivo per i giornali cooperativi non profit e di partito a partire dal 2010.

Diversamente si verificherà l'annullamento di circa cento testate giornalistiche italiane. E come se non bastasse ...

... anche il rischio che vengano licenziati dal mercato del lavoro oltre 4.000 giornalisti e poligrafici.

A questo punto ci si aspetta un intervento del governo per sconfiggere questo flop.

In opposizione a questo pronostico sono insorti ieri la Fnsi, Mediacoop, la Cgil, Orfini, responsabile editoria del Pd e Mura della Lega Nord.
Anche la File e la Fieg hanno proposto di conservare il diritto soggettivo per le testate con grandi possibilità occupazionali.

Giovedì scorso, il "milleproroghe" è stato esaminato dalla commissione bilancio del senato, che nonostante il giudizio negativo del rappresentante del governo, la commissione si è espressa all'unanimità per accogliere gli emendamenti al comma 62, ma fissando la proroga a un solo anno.
Prorogare di un solo anno vuol dire mettere a rischio la certezza sui contributi diretti del 2010, e non elude lo scenario su rappresentato.
E' un'ipotesi in aperta contraddizione con quanto è previsto dallo stesso regolamento Bonaiuti (che sposta al 2012 gli effetti del decreto Tremonti del giugno 2008),  di cui in questi giorni si è dibattuto nei due rami del parlamento.


giornoIn Italia siamo di fronte ad un sistema di ripartizione delle risorse squilibrato, che concentra la maggioranza negli oligopoli televisivi, prima di tutto Mediaset, poi il problema  della concentrazione è in crescita anche nel mercato pubblicitario.
giornoAnche la carta stampata ha visto nel decennio tante testate fallire o essere acquisite dai grandi gruppi.
Anche per quanto riguarda le edicole si sta vivendo una situazione ambigua, con la
cancellazione dell'obbligo di licenza per vendere i giornali, che provocherà la
destabilizzazione delle stesse (che sono già passate dalle 38.000 del 2001 alle 31.000 di oggi).
E' necessario stabilire una tregua di due anni, per operare seriamente ad una riforma
condivisa, che escluda dai contributi pubblici gli abusivi.
E' necessario un ripristino del diritto soggettivo, come unica condizione capace di tutelare la continuità di tante voci non profit.  

Written by Eval76...modificated by Valerio Rossi

 

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Venerdì 14 Dicembre 2018 07:48
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