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| FLASH MOB: L'INSOLITO CHE FA SUCCESSO |
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Era il 2003 quando Bill Wasik, giornalista di Harpers Magazine e autore di And then there's this, si intrufolò nei magazzini Macy di Manhattan, riuscendo a radunare soltanto tramite mail un centinaio di persone. L'obiettivo era un vero e proprio esperimento sociologico sulle folle che lo studente aveva chiamato Flash Mob e che di lì a breve avrebbe avuto una crescita così veloce da arrivare al 2010 su ogni bocca e città . Lo conosciamo tutti come "momento di aggregazione situazionista", ma cos'è che ha determinato tanto interesse? Quello che la maggior parte della gente vede è un evento di massa, forse più goliardico che culturale, in cui riunirsi per dare vita a una situazione paradossale e divertente. In realtà però c'è qualcosa di più. Il Flash Mob va oltre il contesto e la quotidianità , mette in pratica un'azione inusuale e quasi illogica, nasce per prendere in giro il clima di conformismo culturale e gli schemi fissi della società . Non mira ad essere famoso, piuttosto il suo sucesso è la conseguenza del suo scopo. Il fatto che decine di persone partecipino ad azioni senza senso, bizzarre, ma capaci comunque di esprimersi fuori dalla routine e senza vincoli situazionali, è una semplice dimostrazione di quanta voglia ci sia di non restare seduti omologati e tristi dietro una scrivania, ma di cambiare, ribellarsi, anche solo per dieci minuti, al corso degli eventi.
Con i Flash Mob si raccontano "nanostorie", ci si raccoglie, forse con un po' di follia, per staccare la spina dal programma giornaliero e guardare l'inaspettato e l'insolito con occhi diversi. Finito l'evento ce ne andremo probabilmente senza niente di più e niente di meno di quello che eravamo prima, ma almeno avremo dato un'occhiata lontano dal comune e di certo non è mai sgradevole. Ora non resta altro che sbirciare gli innumerevoli video che girano in rete, sorridere di questo assurdo momento e perché no, invitarsi a viverlo! Written by ninavoice superviewed by Andrea Turi |










