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| PRESIDENZIALISMO O PREMIERATO? |
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 ...Sembra un argomento irrilevante, soprattutto in tempo di crisi.
Epperò la questione è stata posta e non è propriamente trascurabile stabilire quale sia il sistema più adatto al Governo della Repubblica. Silvio Berlusconi, infatti, ha detto che dopo le elezioni i suoi organizzeranno i gazebo nelle piazze per far decidere ai cittadini se vogliono eleggere direttamente il Presidente della Repubblica o il Primo Ministro. Le due modalità di elezione non sono interscambiabili e ciascuna trascina dietro di sé un modello che, una volta adottato dovrà  rispondere alle nostre esigenze sociali e adattarsi ai nostri costumi politici. Quando la nostra classe politica parla di "presidenzialismo" si riferisce in realtà al modello francese che i costituzionalisti definiscono "semipresidenzialismo" e che il testo della Commissione Bicamerale del 1997 (poi saltato) aveva tentato di introdurre anche da noi.
La particolarità del "semipresidenzialismo" è di prevedere tanto un Capo dello Stato eletto direttamente quanto un Governo espresso dalla maggioranza parlamentare. In questo sistema il presidente ed il primo ministro condividono insieme il potere esecutivo e partecipano entrambi alle riunioni del consiglio dei ministri. Tuttavia il governo dipende dalla fiducia del parlamento, per cui se la maggioranza avesse un orientamento politico diverso da quello del presidente, egli sarebbe incapace di imporre le proprie iniziative. Viceversa qualora il capo dello stato provenisse dal medesimo partito di maggioranza in parlamento, allora ciò gli consentirebbe di far valere la propria visione politica. È ovvio che un simile sistema non è privo di rischi: soprattutto se il presidente ed il governo appartenessero ai due schieramenti avversari. Occorrerebbe che ognuno degli attori politici fosse pienamente rispettoso delle prerogative dell'altro e questo, nel nostro Paese, potrebbe rappresentare un problema! Per quanto riguarda il "premierato elettivo" è un modello che non esiste in nessuno stato del mondo: l'unica democrazia che lo abbia adottato (Israele) lo abbandonò dopo neanche 5 anni perché non aveva dato buone prove di governabilità . Bisogna anche ricordare che l'elezione diretta del primo ministro era prevista nella riforma costituzionale voluta dal Governo Berlusconi nel 2006 e che gli italiani hanno respinto con referendum.
Se il primo si dimettesse o la seconda gli votasse la sfiducia, gli elettori sarebbero richiamati alle urne per entrambi. Questo tipo di esecutivo racchiude in sé delle rigidità che il "parlamentarismo" o il "semipresidenzialismo" non hanno: infatti di fronte ad una crisi politica, l'unica strada possibile sarebbe data dal ricorso agli elettori. Ma nessuno garantisce che il capo del governo o (in alternativa) il parlamento abbiano il coraggio di interrompere la legislatura: potrebbero anche accontentarsi di restare in carica "vivacchiando" senza governare. E il presidente della repubblica non potrebbe intervenire perché privo del potere di scioglimento... A ben vedere, l'efficacia di governo di cui il nostro Paese necessita, non si concilia con un premierato elettivo che può produrre immobilismo. Quello che mi son proposto di fare è un'analisi sommaria delle due proposte messe in campo è ovvio che non sono esaurienti anche perché è difficile addentrarsi in particolari tecnici. Sarò cmunque bene felice di rispondere a chi ne vorrà sapere di più. Written by Simone Muti  modificated by Manager_Igor Scarabel |











