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| 100 ANNI AL COLLASSO DEL PIANETA |
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L’articolo di Paul Krugman, nobel per l’economia nel 2008, racconta su “Internazionale” un fatto degno di attenzione: non è vero che per salvare il pianeta occorrono enormi sacrifici, ciò che manca è la volontà politica.
Il vertice tenutosi a Copenaghen qualche mese fa ne è la prova: tanta era l’attesa per le decisioni dei leader mondiali, tanta è stata la delusione nello scoprire che non hanno risolto niente.
Le economie emergenti non vogliono accordarsi con i paesi sviluppati, pensano di avere il diritto di inquinare senza preoccuparsi, come hanno fatto per due secoli gli stati ricchi. La conseguenza sarà un aumento della temperatura globale di 5 gradi entro il 2100, con l’innalzamento del livello dei mari e perturbazioni più violente, che saranno all’origine dell’aumento delle catastrofi naturali. Krugman allora tenta di illustrare alcuni rimedi indispensabili: il sistema più attuabile prende il nome di cap and trade: “viene concesso un numero limitato (cap) di autorizzazioni ad emettere una specifica sostanza inquinante [...]. Le aziende che vogliono produrre più inquinamento [...] possono comprare le quote di altre aziende, mentre quelle che ne hanno in eccesso possono vendere (trade)”. Il prezzo delle quote incentiverebbe così la riduzione delle emissioni. Per evitare un mondo invivibile alle generazioni future, Krugman sostiene la necessità di un intervento immediato: “Gli amministratori pubblici dovrebbero essere più lungimiranti del mercato privato”, afferma. written by author_FrancescoPan La redazione di InformazionePura.it, pur facendo un grande controllo dei contenuti che pubblica, non si assume nessuna responsabilità in merito agli stessi. Infatti, è l'autore dello stesso articolo che si prende la piena responsabilità legale ed amministrativa dei contenuti pubblicati in esso (testo, foto, e vari). |










