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| MEDIO ORIENTE: A RISCHIO IL DIALOGO ISRAELE-PALESTINA |
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 I progetti israeliani di questi giorni rischiano di rendere le cose ancora più difficili nel travagliato Medio Oriente.
La proposta relativa alla costruzione di circa 1600 alloggi ebraici nei territori di Gerusalemme Est viene osteggiata e scoraggiata dalla comunità internazionale. Non solo l'Unione Europea, tramite la voce di Cathrine Ashton, ma anche gli Stati Uniti , con il vicepresidente Joe Biden in questi giorni nella regione, condannano fermamente il progetto di Israele. Certo è che questa situazione non giova ai rapporti diplomatici, cosiddetti "indiretti" perché mediati dagli Stati Uniti, fra Israele e Palestina.
E in merito a ciò, il messaggio di Biden, durante il suo intervento all'università di Tel Aviv, è stato chiaro: "La cosa più importante è che questi colloqui vadano avanti rapidamente e in buona fede", avvertendo inoltre "non possiamo permetterci ritardi, perché quando un processo viene rinviato gli estremisti possono sfruttare le nostre differenziazioni". "La controparte palestinese non è pronta a negoziare alle circostanze attuali". Così si è espresso Amr Mussa, segretario della Lega Araba, facendo eco al capo dell'Autorità Palestinese (Ap) Abu Mazen, anch'egli profondamente indignato. Lo stesso capo dell'Ap ha dichiarato che non tornerà a sedere al tavolo delle trattative finché il progetto israeliano non sarà completamente annullato.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il progetto prevede la costruzione di migliaia di abitazioni in diversi rioni israeliani come Ramat Shlomo, nonché in altri piccoli centri molto vicini a nuclei abitati prevalentemente da arabi. Forti sentimenti avversi derivano anche dalla popolazione palestinese che, oltre a giudicare illegali queste azioni, percepiscono un costante e crescente senso di isolamento, colpa anche della Barriera di protezione attorno a Gerusalemme che rende difficile la situazione economica. Il territorio di Gerusalemme Est risulta zona di contesa fra israeliani e palestinesi sin dalla prima guerra Nel 1980 lo Stato ebraico proclamò Gerusalemme, unita e indivisa, capitale di Israele, dichiarazione annullata dalla risoluzione 478 del Consiglio di Sicurezza. D'altro canto, la fazione palestinese ha sempre rivendicato questo territorio come parte integrante di quello Stati che verrà un giorno creato. Inoltre nel 2000, l'Ap promulgò una legge che portò a Gerusalemme Est il titolo di capitale del futuro Stato di Palestina. La situazione è quindi fortemente controversa e la strada diplomatica è irrinunciabile. Di ciò sono convinti molti esponenti della maggioranza israeliana nonché il Ministro della Difesa Ehud Barak. Per il maggior partito di opposizione Kadima questo è "un record di stupidità diplomatica". Written by FabioS ... (GAT) |











