|
||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||
|
|
| SARKOZY: DALLA DISFATTA AL RIMPASTO |
|
|
|
|
Non era facile fare peggio di 6 anni fa, eppure Monsieur le President ci è riuscito! Â
 Se il suo predecessore, Chirac, aveva perso 20 Regioni su 22, Sarkozy ha dovuto superarlo anche in quest'occasione: ed ecco che la destra francese è riuscita a conquistare soltanto una Regione (l'Alsazia) perdendo perfino la Corsica. Così il presidente della Republique ha dovuto correre immediatamente ai ripari, programmando un nuovo remaniement (rimpasto), l'ennesimo, tentando di arginare il malcontento dei francesi. A farne le spese il ministro più esposto in tempi di crisi e di (tentate) grandi riforme: Xavier Darcos, il ministro del lavoro e delle politiche sociali cui Sarkozy aveva affidato il dossier della riforma delle pensioni, che si era presentato in lista nella sua Aquitania ed è stato umiliato dagli elettori!
  Al suo posto è andato uno dei fedelissimi del presidente, Woerth, che ha in mandato il medesimo progetto. A riforma avvenuta, però, Sarkozy vorrebbe dare al Paese un segno di discontinuità attraverso le dimissioni dell'attuale compagine governativa - ormai logorata nell'immaginario della pubblica opinione - per avviare un nuovo esecutivo che si lasci alle spalle le impopolari riforme e possa condurlo col vento in poppa verso la rielezione all'Eliseo. Non è detto che riesca nel suo intento: le incognite sono molte, anche al di là di una crisi che richiede sacrifici e tagli di bilancio impopolari.
Infatti il più grande avversario del presidente, Dominique de Villepin, ex primo ministro nonché ministro degli esteri di Chirac, ha annunciato che - essendo stato assolto nel processo che gli era stato intentato proprio da Sarkozy - «per ristabilire le speranze dei francesi» ha intenzione di promuovere un nuovo movimento in vista delle prossime presidenziali.  De Villepin, secondo i sondaggi, sarebbe il più popolare tra le personalità della destra, e la sua ambizione assieme alla sua rivalsa personale, congiurano per una candidatura al posto dell'attuale inquilino dell'Eliseo. Sarkozy ha fiutato il pericolo e ha cercato di rinserrare i ranghi della sua maggioranza, cooptando al governo anche un fedele del vecchio presidente, Baroin, ed un seguace di Villepin, Tron. Il problema, però, non sembrerebbero essere gli uomini al governo, Fillon, ad esempio (il primo ministro) è rispettato dai francesi. Il problema è proprio Sarkozy: il 54% dei suoi connazionali vorrebbe che si attenesse ad uno stile più consono alla presidenza! E così la rupture - la parola d'ordine con cui Sarko ha vinto le elezioni - sembra aver ballato una sola stagione: i francesi, da sempre politicamente conservatori, lo sono anche riguardo alle forme. Stufi di un presidente all'americana, rivogliono ai vertici dello Stato una figura rassicurante e potente, ma alla fine non troppo compromessa con le beghe quotidiane della politica. Sembra un feuilleton, invece è tutto vero!  Written by Simone Muti... (GAT) |











