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| IL FEDERALISMO PROSSIMO VENTURO? GUARDATE AL SISTEMA SANITARIO REGIONALE |
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Volete sapere come sarà il "federalismo all'italiana" prossimo venturo?!
C'è già ora un "indicatore" che potrebbe determinare, se non lo sviluppo, almeno la tendenza che la forma di questo Stato assumerà per volontà di chi ci governa attualmente: questo indicatore è il settore sanitario, la cui gestione è completamente in mano alle amministrazioni regionali, restando il Ministero della Salute a dettare solo indirizzi di carattere generale o a fare il "cane da guardia"! Parliamoci chiaro: l'Italia non diventerà uno Stato federale neanche se venissero approvate, nella loro forma più radicale, tutte le proposte già al vaglio di questo Governo...
Il federalismo "vero" è ben altra cosa e si basa su una (pressoché totale) separazione tra due sovranità distinte: quella Federale e quella degli Stati federati, che nei progetti in cantiere non si vede. Il "nostro federalismo" si sta profilando, invece, più come una condivisione di funzioni tra Stato e Regioni. E tuttavia, già questo ci permette di intravedere il nostro futuro istituzionale. I cittadini del Lazio, della Campania, della Calabria e del Molise, dovrebbero fin da subito essere estremamente preoccupati: a loro il Governo ha imposto di rientrare dal pesante deficit accumulato nel settore della sanità aumentando la tassazione e impedendo loro di utilizzare i fondi "FAS" dell'Unione Europea, che avrebbero semplicemente ripianato i debiti senza intervenire a riqualificare le spese. Il disavanzo strutturale del comparto sanitario è, in queste quattro Regioni, di 3,7 miliardi di Euro. A dir la verità ad esse andrebbero aggiunti anche i casi di Sicilia ed Abruzzo, che sono state graziate dal Governo solo in virtù del "piano di rientro" dal deficit che esse hanno messo a punto e che è stato considerato soddisfacente. Se guardiamo il sistema da una prospettiva più generale, si osserva che soltanto la Toscana, la Lombardia, le Marche, la Provincia di Bolzano ed il Friuli hanno creato ed amministrano sistemi sanitari efficienti dal punto di vista dei costi. Ad esse si possono aggiungere anche Piemonte ed Emilia che hanno provveduto con fondi propri a ripianare i rispettivi disavanzi. Quindi possiamo dire che tutto il centro-nord della Penisola ha un sistema sostenibile ed è quindi ben equipaggiato per affrontare la sfida del Federalismo. Le altre, nel sud, come peraltro era prevedibile, dovranno rincorrere già gravate dal peso dei debiti. Per Formigoni non è un problema: «Chi rompe paga e chi ha i buchi li ripiani: è un principio sacrosanto. L'unico modo per risolvere la questione è far pagare le tasse ai cittadini.» È ovvio che il federalismo si trascina dietro più responsabilità e che, alla lunga, la competizione tra sistemi regionali diversi porta ad un riallineamento generale verso gli esempi più virtuosi. Il problema è che, pur a centocinquant'anni dall'Unificazione del Paese, non tutte le Regioni sono posizionate sulla stessa linea di partenza. La "secessione" da un modello comune italiano, nei fatti, è già avvenuta!
Written by Simone Muti    published by Manager_Igor Scarabel La redazione di InformazionePura.it, pur facendo un grande controllo dei contenuti che pubblica, non si assume nessuna responsabilità in merito agli stessi. Infatti, è l'autore dello stesso articolo che si prende la piena responsabilità legale ed amministrativa dei contenuti pubblicati in esso (testo, foto, e vari). riforme costituzionali, federalismo, sistema sanitario, regioni, governo, deficit |











