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| ACCOGLIENZA FREDDA DI BERLUSCONI IN CONFINDUSTRIA |
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All'Assemblea annuale della Confindustria il Premier, per la prima volta, ha avvertito di non essere più in sintonia con il "suo" popolo.
Quel popolo che non gli ha mai fatto mancare il proprio sostegno, anche in situazioni critiche come a Vicenza, nel 2006, quando il Cavaliere tentava una rimonta che a tutti pareva impossibile; o prima ancora a Parma, officiante D'Amato, nei cui anni di presidenza la Confindustria sembrava essere diventata la propaggine di Berlusconi. Ma ieri no. Applaudito per cortesia istituzionale, il Capo del Governo ha ricambiato con un intervento (a braccio) durato una manciata di minuti.
E dire che c'ha provato il Presidente del Consiglio a scaldare gli animi, rinnovando al capo degli industriali, Marcegaglia, l'invito ad assumere l'incarico (tuttora vacante) di Ministro per lo Sviluppo. Dal palco Berlusconi gigioneggiava: «Mi hai risposto: e come la prenderebbero in Confindustria? E allora lo chiedo a voi. Come la vedreste Emma Ministro?» Dalla platea si rimane come sospesi: un "si" potrebbe sottintendere la volontà di disfarsi del presidente; un "no" potrebbe essere interpretato come indice di sfiducia. Così solo in pochi alzano la mano.
Finge disinvoltura, il Premier, ma la botta gli è arrivata... Già la Marcegaglia, nella sua relazione ha criticato la politica dell'Esecutivo sulle liberalizzazioni e sulla mancata attenzione per la crescita e per lo sviluppo, già Tremonti è sembrato essere più apprezzato nei riconoscimenti e nel numero di citazioni ottenute nella relazione stessa, già le critiche rivolte alla «politica che dà occupazione e non subisce né crisi né cassa integrazione» lo hanno accomunato a quel teatrino da cui ha sempre cercato di farsi vedere distante..., sentito tutto questo Berlusconi ha dovuto anche subire l'accusa di "invasione di campo" avanzata dai maggiorenti della platea! È ovvio che la relazione tra il Presidente del Consiglio e gli industriali non si interromperà di colpo: per forza di cose continua ad essere al centro delle preferenze di voto. Ma quello cui abbiamo assistito è, forse, l'inizio di un nuovo rapporto in cui Berlusconi non è più visto come un industriale prestato alla politica, ma come un politico che deve cercarsi i consensi degli industriali. Un atteggiamento che il Cavaliere proprio non si aspetterebbe di dover subire. Written by Simone Muti   modificated by Manager_Igor Scarabel La redazione di InformazionePura.it, pur facendo un grande controllo dei contenuti che pubblica, non si assume nessuna responsabilità in merito agli stessi. Infatti, è l'autore dello stesso articolo che si prende la piena responsabilità legale ed amministrativa dei contenuti pubblicati in esso (testo, foto, e vari). POLITICA NEWS ASSEMBLEA CONFINDUASTRIA BERLUSCONI GOVERNO ECONOMIA MARCEGAGLIAPOLITICA PRESS INFORMAZIONE POLITICA QUOTIDIANI ONLINE |




Il Cavaliere, abituato a sondaggi che, per lui, appaiono sempre come il bollettino del trionfo, cerca di recuperare: «Nessuno?! Allora non ve la potrete più prendere con il Governo! Non ve la potrete più prendere con quei poveracci che stanno al Governo di questo Paese»




