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| La trattativa Mafia-Stato |
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... regalò a sua moglie Agnese uno di quei momenti di intimità che sono rari per un uomo che si occupa di Mafia. Due giorni prima della sua morte assistiamo alla vista di Borsellino come uomo comune, come marito. Un ritratto di Borsellino pieno di pathos, che per qualche momento vuol lasciare la scorta, che lo segue ovunque, e passeggiare con sua moglie, aprendole il suo cuore, scordando la Mafia, la paura, il suo ruolo; essendo semplicemente l'uomo che oggi, più di tutto, manca alla sua famiglia.
Sì, perchè per noi è il giudice Borsellino, ma per i sui familiari è Paolo marito e padre e uomo in carne ed ossa. Se fu strage di Mafia o strage di Stato (come scrive Salvatore Borsellino) io non lo so. Ma rimane il dramma di una famiglia che non dimentica e che dopo 17 anni ha ancora voglia di parlare. E allora vediamo cosa emerge dalle indagini dei procuratori di Caltanissetta. Appare che lo Stato trattava con la Mafia e quel 17 luglio tutti lo sapevano. Lo sapeva perfino Borsellino, che con quel gesto sprovveduto di abbandono della scorta vuole lasciare alla moglie il ricordo più bello della loro intimità . Borsellino sapeva di essere sulla lista nera della Mafia. Perchè la Mafia l'uccise? La più semplice risposta viene ed essere che Borsellino lottava direttamente contro la Mafia e che quindi lo scontro mortale era inevitabile. Negli anni, però, è venuta formandosi un'idea più sottile per quanto più agghiacciante. Borsellino fu ucciso perchè ostacolava la trattativa Stato-Mafia. Chi lo dice? In primis Massimo Ciancimino, figlio di Vito. Non solo fa una dettagliata ricostruzione di quei giorni ma dice di avere anche tutti i documenti a supporto della sua versione. Staremo a vedere.
Ma rimane l'interrogativo: perchè non era stato sentito prima dai giudici? Ammettono di aver contattato Vito Ciancimino anche il capitano De Donno e il colonnello Mori. Massimo Ciancimino tira in ballo anche il generale Subranni...insomma i vertici dell'arma dei Carabinieri al completo. Anche l'allora ministro degli esteri Martelli conferma che Borsellino sapeva della trattativa perchè informato da una sua collaboratrice tre giorni prima della sua morte. E la politica? Rimangono oscure le posizioni di Mancino (vicepresidente del Csm) e Dell'Utri (forse il garante della trattativa), ma difficile che in Italia si sia potuto muover qualcosa senza l'avallo della politica. Se ci fu una trattativa allora la strage è rimasta impunita, chi sapeva e non ha impedito è responsabile tanto quanto chi ha agito. Il popolo italiano chiede risposte e giustizia. Intanto restano le domande: Come può esser credibile una politica che affonda le sue radici del pantano delle stragi di Capaci e via D'amelio e nella collusione tra Stato e Mafia? Dove finisce il nostro Stato onesto e inizia l'illegalità mascherata istituzionalmente? A voi le meditazioni finali ... written dernier ... modificated by Admin GAT (Giulio Alberto Tolu) |










