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Nasce il motore a “batteri” PDF Stampa E-mail

BatteriIpotizzato dai ricercatori giapponesi nel 2006 è ora realtà! Roma, 21 Ottobre, un gruppo di ricercatori italiani coordinato dal direttore del dipartimento di Fisica dell'università di Roma La Sapienza, Giancarlo Ruocco, porta alla vita il primo motore a batteri per la produzione di energia a basso costo. Già otto mesi prima si era dimostrato la sua fattibilità in un  ...

... articolo pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Physical Review Letters da parte di Luca Angelani, del laboratorio di Meccanica Statistica e Complessità (Smc) dell'Istituto Nazionale di Fisica della Materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Infm-Cnr), e da Roberto Di Leonardo e Giancarlo Ruocco, del laboratorio Soft dell'Infm-Cnr.

<<Quella che abbiamo appena pubblicato è una simulazione numerica, ma stiamo già lavorando alla realizzazione pratica del motore a batteri>>, ha detto fiero Ruocco.

Il figlio del genio italiano ha le dimensioni di qualche decina di millesimi di millimetro (micron), siamo nel campo delle nano-tecnologie, con piccolissime rotelle dentate e asimmetriche immerse in una soluzione popolata da batteri; il risultato è che il movimento caotico e disordinato dei batteri fa ruotare le nano-rotelle in modo perfettamente regolare e ordinato.

Ecco cosa dice a proposito Di Leonardo, <<Generare energia a livello del micron non è affatto banale perché nel mondo microscopico i rapporti di forza vengono completamente ribaltati>> .

Il gruppo italiano non si è arreso davanti alle difficoltà e per trovare la soluzione ha seguito una doppia strategia: da un lato ha studiato i meccanismi fisici che regolano la propulsione degli organismi viventi, dall'altro ha studiato le caratteristiche dei sistemi fuori dall'equilibrio alla luce della meccanica statistica. La chiave di volta è stata la progettazione di nano-rotelle di plastica asimmetriche e con dentellature differenti ma orientate tutte nella stessa direzione.

Secondo i primi ipotetici calcoli, con i microrganismi presenti in un metro cubo di soluzione è possibile produrre sufficiente energia per accendere una lampadina. È d’obbligo precisare comunque che si tratta ancora di dati virtuali, che però aprono la strada verso una ricerca più accurata in questo innovativo settore.

Written by Noemi ... modificated by Admin GAT

 

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