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| LA BELLEZZA ESTETICA DEL CORPO |
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Camminavamo spesso insieme, nei pomeriggi di primavera.
La natura, l'aria, i profumi intorno a noi: ogni cosa rifioriva di bellezza.
Ma sopra di tutto, avvolgente e abbacinante, si levava la bellezza del suo corpo; quell'estetica bellezza che ogni volta mi lasciava ammutolito, quel superiore e leggiadro candore di cui ignota era l'origine, di cui certa era l'ammaliante attrazione. Lei procedeva ingenua, quasi inconsapevole di questo, sorridendo come chi non comprende il suo potere. Era un miracolo, mi dicevo, poterla amare; era certamente un sogno la sola visione del suo volto, era inebriante e celestiale la bellezza del suo corpo. Un'estetica bellezza che mi struggeva, che annientava tutto il resto, che rapiva ogni mio attimo di vita. Furono anni magici, quelli, anni di pura esistenza, anni sospesi oltre la bruttezza e il dolore. Camminavamo spesso insieme, nei pomeriggi di primavera. Ed io mai in fondo l'ho capita, mai ho colto la sua anima, mai ho compreso i recessi abissi della sua mente e del suo cuore. Nè del resto lei li rivelava. Ma questo, per entrambi, non aveva importanza. Ignara della sua bellezza, della bellezza del suo corpo, lei dimorava felice nell'istante; mentre io, rapito dalla sua estetica luce, comprendevo di vivere e amare.
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