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| I "BRAVI RAGAZZI" DI MARTIN SCORSESE |
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Film del 1990 è la biografia dell'italo-irlandese Henry Hill (Ray Liotta) che, ancora ragazzino, guadagna il rispetto della mafia italo-americana di Manhattan.  Vive in un sogno, appartiene al gruppo dei "bravi ragazzi", padroni di tutto e capaci di ottenere qualsiasi cosa. La carriera criminale è fatta di rapine e ricettazione. La polizia è corrotta quindi si tratta di furti "facili" da migliaia di dollari.
Accanto ad Henry ci sono Jimmy Conway (Robert De Niro) e Tommy De Vito (Joe Pesci), ragazzi "dal grilletto facile" che non esitano ad estrarre la pistola al minimo screzio. I "bravi ragazzi" (titolo originale "Goodfellas") sono ricchi all'inverosimile con tasche sempre zeppe di banconote che elargiscono con nonchalance. Appartenere ad una cosca equivale a "possedere la licenza di rubare e di fare qualsiasi cosa". Persino la galera è di "prima classe", nulla a che vedere con i normali detenuti "ammassati come bestie nelle carceri". Henry ha sposato Karen, che è entrata di diritto a far parte della grande "famiglia". "Festeggiavamo sempre tutti insieme, non c'era mai nessun estraneo, eravamo solo noi". Le rapine sono ormai un ricordo, ora si è passati al traffico di cocaina.Aumentano i soldi e di pari passo aumenta la tensione tra le famiglie. L'onore adombra l'amicizia e "uccidere era diventata un'abitudine". L'equilibrio è precario, si rischia il tracollo. "Quando sei in una cosca nessuno ti dice mai se stai per morire". Un retata della narcotici mette Henry alle strette. Per salvare sè e la propria famiglia è costretto a collaborare con l'FBI entrando nel programma di protezione testimoni.
Il sapore ricorda un po' quello de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola ed i riferimenti alla Sicilia sono continui. Il doppiaggio dei boss è con accento siciliano e in un locale che frequentano la cantante intona "Il cielo in una stanza". Il ruolo delle donne è marginale ma fondamentale a mantenere un'apparente coesione tra le famiglie. Opposta al mondo patinato delle altre mogli è Karen, soggetta a violenti scatti d'ira. (Ricorda molto il personaggio di Penelope Cruz in "Blow"). Regia veloce che non concede pause nè silenzi. Musica, spari, dialoghi. Ciò che ci si aspetta da un gangster-movie ben congegnato.  Written by Elena Zannoni superviewed by Andrea Turi |




Film che è valso a Joe Pesci l'oscar come "miglior attore non protagonista" nel 1991.





