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| BAARìA, medioevo di domani |
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Il fulcro di essa è rappresentare i cambiamenti socio, politici e culturali in Sicilia a partire dal periodo della belle èpoque per arrivare ai giorni nostri; il tutto visto dagli occhi vispi della famiglia siciliana che anch’essa, come Baarìa dovrà adattarsi ai nuovi mutamenti.
Dal momento del matrimonio, alla nascita di un figlio, la comunità di Baarìa in fuga verso il rifugio per evitare le mitraglie degli aerei bellici, fino alla sbarco degli alleati sulle coste siciliane. Il film vuole essere una rassegna temporale di cambiamenti e mostrare come Baarìa resti sempre lì, uguale a se stessa, oggi come ieri sia nelle sue credenze che nelle sue fattezze; ma finisce per diventare una continua passerella di attori senza nessun ruolo preciso.
Il film è sia ambientato che interpretato in modo perfetto, ma la trama non riesce ad insediarsi nell’animo dello spettatore, attento a visionare più che un film una serie di slide autonome al video proiettore. Il punto di fuga della trama non si riesce a cogliere, a parte la durata complessiva del film (tre ore) che rende bollenti le sedute del cinema. I siciliani, di sicuro si riconoscono in Baarìa, per via di un copione puro sangue siciliano (non sarebbe stato il caso di sottotitolarlo?), certo non parliamo di una pellicola per cinema d’essay ma che di certo non rappresenta l’Italia nella sua totalità . written by Cristina Giovenale ... modificated by Admin GAT (Giulio Alberto Tolu) |










