|
||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||
|
|
| LICHTENSTEIN: IL MAESTRO DELLA POP ART IN MOSTRA A MILANO |
|
|
|
|
Con il termine Pop-art, coniato nella seconda metà degli anni cinquanta, sono contrassegnate le opere di un gruppo di artisti che, pur non caratterizzati come movimento unitario, tuttavia possedevano un atteggiamento comune nei confronti della ... ... realtà urbana delle grandi metropoli, dove le merci, i mass media, la segnaletica e la pubblicità componevano i dati di partenza di un'iconografia della società dei consumi.
Inoltre molti di loro facevano capo a una serie di gallerie d'arte che presto divennero il centro culturale di punta della scena artistica newyorkese ed internazionale. Infatti gallerie come quella di Leo Castelli e di Sidney Janis svolsero un ruolo importantissimo nell'ambito della promozione della Pop-art, analogo a quello svolto dalla Guggenheim all'epoca dell'action painting. Tra gli artisti della Pop-art Lichtenstein fece suo il linguaggio dei cartoons operando sulle linee di definizione delle figure, sui retini e sui fumetti, con il principio percettivo dell'unità di visione, come nell'opera "Whaam". Molte delle sue opere più famose sono grandi vignette realizzate su enormi tele. L'artista rappresenta quel filone della Pop-art che non mirava a puntare il dito sull'alienazione dei cittadini, sempre più sopraffatti dai beni di lusso che il boom economico aveva diffuso. A differenza di Andy Warhol, altro grande esponente di questa corrente, che raffigurava in maniera ossessiva la stessa immagine, o di Jasper Johns che rifletteva sulla banalità del quotidiano, Lichtenstein si fermava a contemplare quanto una frase, una stanza, una situazione potessero essere esemplificate nei colori acrilici del fumetto. La mostra, curata da Gianni Mercurio, è stata organizzata con la collaborazione della The Lichtenstein Foundation, prodotta dalla Triennale di Milano e da Alphaomega Art in collaborazione con il comune di Milano. L'esposizione include oltre cento opere: giganti tele, collages, disegni, sculture provenienti da collezioni private e pubbliche come il Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen e il Louisiana Museum di Copenaghen. Per la prima volta verranno ripercorse in maniera organica le tappe della vita artistica dell'autore, suddivise in sezioni tematiche. Si parte dagli anni '50, periodo meno conosciuto dell'artista di cui fanno parte rivisitazioni di iconografie medievali e reinterpretazioni di artisti americani come Ranney e Leutze e ricalcando gli stilemi espressivi di artisti europei come Klee e Picasso. Sono opere queste in cui Lichtenstein mescolava elementi della cultura europea con quelli della tradizione americana come scene di Far West, di pionieri e cow-boy. Si arriva agli anni '60, periodo eroico della Pop-art, in cui egli definisce il proprio stile e linguaggio pittorico attraverso una rivisitazione di opere di artisti più o meno recenti: Cèsanne, Matisse, Picasso, Monet, Dalì, Carrà . Le sezioni della mostra arrivano fino agli anni '90 di cui fanno parte opere ispirate all'Espressionismo, al Cubismo, al Futurismo, al Modernismo. La mostra sarà visibile a Milano fino al 1 luglio. Successivamente sarà spostata al Ludwig di Colonia dove rimarrà fino al 3 ottobre.  Orari:
Biglietti:
Written by author_memole ... modificated by Admin GAT (Giulio Alberto Tolu) |



E' stata inaugurata il 25 gennaio scorso alla Triennale di Milano la mostra dedicata a Roy Lichtenstein, uno dei padri della Pop-art.






