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| WC IN MOSTRA A FIRENZE |
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Per chi crede, sbagliando, di averle viste tutte.Per chi crede di esser esente da ogni forma di stupore. Per chi ha voglia di farsi una risata sentendo quella vocina nella mente che gli sussurra "però,che genio!!". Insomma per chiunque ha eliminato dal suo vocabolario la parola chic ecco un'interessante mostra... ...Inaugurata mercoledì 3 febbraio a Palazzo Medici Riccardi di Firenze, un'intera area espositiva dedicata al sanitario per eccellenza: la tazza o toilet o water closet o mille altri modi in cui può esser chiamato.
L'evento nasce seguendo il filone del surrealismo del grande maestro Marcel Duchamp, il creatore del termine Readymade, ossia la rivisitazione dell'oggetto comune, d'uso quotidiano, rivalutato. Esso acquisisce dignità trasformandosi in oggetto d'arte. Modellato e rivoluzionato in base al gusto dell'artista. I nuovi artisti, quelli moderni, prendono spunto da opere del maestro, ma non accontendandosi della ruota di bicicletta montata su di uno sgabello, puntano tutto all'urinatoio visto come una deliziosa e rilassante fontana dall'acqua zampillante. In memoria di ciò nasce questa particolare mostra che sarà aperta al pubblico fino a domenica 7 febbraio. All'interno del Palazzo Medici Riccardi si trovano dunque esposte 20 WC-opere realizzate con lo scopo di esaltare la "seduta" quotidiana di ogni essere umano. Per Clet il sanitario diventa due rosse labbra di pelle intitolato "Bisou", Gregorio Kostantopoulos punta sull'arte reale di Luigi XVI omaggiando gli antichi tronetti, "Baby Frau" è un delizioso cesso in pelle rosa per le sedute più fashion e alla moda, rivestito col tricolore è l'irriverente "Billa" che tradotto dall'austriaco significa economico. In tempo di inquinamento non poteva mancare il WC ecologico ricavato da una verde panchina con anto di edera intorno, sulla stessa lunghezza d'onda si trova il "M'ama non m'ama" di Giulia Leoni palesemente a forma di margherita, e ancora la "Sosta" di Filippo Burresi che mette su di un'altra prospettiva il suo WC ponendolo in alto, come fosse un lampione con tanto di lampadina, e per non perdere il controllo della situazione Giacomo Cuccoli ne realizza uno coperto in ogni parte da specchi. Tutte le opere dunque seguono non solo l'idea della rivisitazione artistica dell'oggetto comune ma anche la possibilità di essere contestualizzate in base all'esigenza (artistica naturalmente) di chiunque voglia renderle parte del proprio arredamento. Written by Priica ... modificated by Andrea Turi |










